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Ricapitolando dagli articoli precedenti
Vi abbiamo parlato del concetto del Brick. Non va confuso con gli attualissimi Brics, dai quali eredita soltanto una similitudine nel nome. Per chi ama i parallelismi però certamente si tratta di multipolarismo in campo informatico, ma non è legato ad una nazione, a nuovi accordi economici o finanziari.
Quello che vi raccontiamo è già esistente e utilizzabile da chiunque voglia scegliere un sistema informativo indipendente dai lock-in tecnologici tipici del software commerciale o dei principali player del cloud con i loro servizi avvolgenti, che creano dipendenze.
Tre concetti chiave
È fondamentale capire tutto ciò, perché il primo concetto importante è la consapevolezza. Chi vuole adottare questo, che per noi è un metodo di lavoro calato nel contesto IT (information technology), deve essere consapevole, deve sapere che si può costruire un’infrastruttura digitale a mattoncini collegabili tra loro, anche tra aziende diverse.
Tra poco inizieremo a vedere come implementarlo realmente a partire dal personal computer e come è possibile adattarsi al mercato in continuo cambiamento.
Ma prima un secondo concetto importante, il Brick concettualmente non teme obsolescenza, rincari sull’hardware o sul software e neppure il cambio di assistenza. Questo accade perché è realizzabile con commodity hardware nei casi più semplici, usa software open source, dove quello che si paga è il supporto (opzionalmente) e per lo stesso motivo è possibile cambiare agilmente fornitore di servizio se lo si desidera.
In realtà più strutturate e complesse una consulenza su quali dispositivi fisici utilizzare allo scopo si renderà necessaria, ma non è necessario scegliere marche blasonate causa certificazioni speciali richieste dai software che verranno utilizzati, se seguiamo il metodo a Brick.
Ultimo concetto chiave: formazione, nessun sistema e/o software può essere utilizzato senza capire come funziona e cosa offre. Naturalmente non è necessario arrivare a livelli di conoscenza da addetti ai lavori, ma non è nemmeno concepibile usare strumenti fondamentali per il business senza conoscerne pregi e difetti, modalità 2 programmi della lavatrice, bianchi e colorati, per intendersi.
Con la soluzione Brick abbiamo già indicato che si introduce un modo di lavorare non sono un insieme di tecnologie, l’abbiamo schematizzato con un elenco puntato nell’articolo precedente.
Il cuore di questo articolo
Questa strada ha raggiunto il suo capolinea a nostro avviso, dobbiamo solo averne coscienza.
Il Personal Computer come lo conosciamo dagli anni 80 ha già raggiunto il fine vita da un po’, ma l’utente medio nato in quel periodo questo non lo ha percepito.
Ci riferiamo a Case + Monitor + periferiche, tutti programmi installati su un hard disk locale e qualche collegamento al server centrale per dati e programmi.
Le nuove generazioni al contrario faticano a capire la necessità di un oggetto del genere ancorati in tutto e per tutto a dispositivi mobili e web.
Nessuno dei due approcci in realtà esclude l’altro ma servono dei distinguo.
Il primo riguarda il sistema operativo, ostacolo per i cosiddetti boomer molto impattante, senza Windows per loro niente operatività. È anche vero che non si può stravolgere il modus operandi di operatori che da decenni lavorano in un certo qual modo o insegnare ai giovani ad usare tecnologie obsolete, a meno che non si sia appassionati di archeologia informatica, ne abbiamo parlato qui.
Quindi la soluzione che abbiamo immaginato e realizzato, a partire dal modello Brick sopra esposto, permette di ottenere:
-la gestione della Postazione di Lavoro aziendale (PDL)
-la sicurezza richiesta dalle normative come la NIS2
-un supporto all’amministratore di sistema
e a tal fine proponiamo di utilizzare:
A.Sistema operativo Ubuntu o Debian
Sistemi operativi moderni che con i dovuti aggiornamenti e supporto diventano un elemento che non sconvolge l’operatività dell’utente medio e permette di limitarne allo stesso tempo le azioni (e i danni) che possono essere fatti sulla postazione stessa.
B.Hardware best effort
Consigliamo oggi, primo quarto del 2026, anche in vista dei recenti rincari e scarsità di approvvigionamento hardware, il RaspBerry Pi 5.
Il RaspBerry Pi 5 (Raspi 5) è altamente performante ed efficiente dal punto di vista energetico, consuma di 25W al massimo!
| Dotazione | Dettagli |
| Processore | Broadcom BCM2712 quad-core ARM Cortex-A76 a 2,4 GHz |
| RAM | 4 GB o 8 GB LPDDR4X |
| GPU | VideoCore VII, supporto OpenGL ES 3.1 e Vulkan 1.2 |
| Archiviazione | Slot microSD, interfaccia PCIe 2.0 per SSD M.2 (tramite adattatore) |
| Connettività | 2 porte USB 3.0, 2 porte USB 2.0, Gigabit Ethernet, Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 5.0 |
| Uscita Video | 2 porte micro HDMI, supporto fino a 4K a 60 FPS |
| Alimentazione | USB-C 5V/5A |
| Dimensioni | 85.6 mm x 56.5 mm |
Se volete farvi male potete anche installare windows 11 sul Raspi 5
In soldoni
Con questa scelta è possibile tenere sotto stretto controllo la flotta di PdL aziendali con un costo di manutenzione, sicurezza e consumo elettrico ridottissimi.
Inoltre in questo caso, ad oggi, diminuisce l’importanza di avere un antivirus installato sulla PdL in confronto ad un sistema MS like.
Queste PdL saranno usufruibili da chiunque, indipendentemente dall’utente, per gli applicativi di base strettamente necessari.
E c’è anche un punto C: Smart collaboration via web.
In queste soluzioni si punta molto a far lavorare l’utente nel browser e per questo motivo proponiamo la piattaforma Nextcloud per la smart collaboration: scambio di dati, file sharing, videoconferenze, editing di documenti anche sincrono nel browser, ecc..
Si tratta però di Nexcloud alla nostra maniera! Noi proponiamo la suite Nextcloud 360 Youpilot, che troverete descritta in questa serie di articoli su Linkedin se lo desiderate, o qui sul blog.
Le PdL saranno quindi trattate come dei thin client, ma intelligenti, dove solo lo stretto necessario può essere demandato a soluzioni MS in terminal server.
Il controllo, la tracciabilità e l’aggiornamento delle PdL viene tranquillamente eseguito con Wazuh per tutte le postazioni aziendali, NIS2 compliant by design.
Per questo articolo siamo giunti al termine, ci proponiamo di raccontarvi di più con qualche case study in futuro, per ora è tutto e al solito se lo desiderate potete contattarci con il bottone qui sotto.












