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Falsi miti
Avrete sicuramente sentito parlare di servizi offerti da cloud europei, perfettamente in regola con il GDPR e tutte le altre norme che costellano l’informatica del vecchio continente.
Di solito il requisito ritenuto necessario e sufficiente è che i dati vengano mantenuti in un data center europeo, ancora meglio se si parla di cloud italiano.
Nessuno, però, parla mai di quale sia la provenienza della piattaforma software che viene ospitata in cloud, come se il Cloud ACT, che vige sui software d’oltre oceano, non avesse importanza.
E invece d’importanza ne ha. Tanto è vero che è di pochi giorni fa un documento della Commissione europea, (pubblicato dall’esperta di antitrust Cristina Caffarra) che in modo sibillino pare sconsigliare di pensare ad una vera sovranità, quella che passa non solo dai cloud europei, ma anche da software che non possono sottostare a Cloud ACT, ognuno può trarre le sue conclusioni in merito.
C’era una volta in Italia
Spesso si sente dire che ormai in Europa siamo troppo indietro, che il treno è passato e dobbiamo affidarci a prodotti sviluppati da altri, però ispirato dalle storie di Piergiorgio Perotto con la sua leggendaria Programma 101 e di Federico Faggin, inventore del primo microprocessore, di cui negli ultimi anni ho apprezzato molto la nuova veste di filosofo, ho voluto chiedere all’IA (non sovrana in attesa che lo diventi) di aiutarmi a fare un breve excursus.
Ho chiesto di indicarmi quali italiani abbiano avuto un ruolo decisivo negli ultimi 50 anni, limitandomi all’ambito informatico, ne è emerso questo spaccato, credo sconosciuto ai più.

Tornando al presente
Dopo questa digressione, possiamo sicuramente affermare che anche in ambito informatico non ci è mai mancata inventiva. Ci siamo dunque chiesti cosa possiamo fare noi per provare a muovere un primo passo verso un recupero di sovranità in ambito digitale, così importante, così strategica e così avvolgente nella nostra era, quella del dato.
Se non lo fa qualcun altro, bisogna provare a fare da soli, sempre mantenendo i piedi a terra e l’umiltà necessaria per non confondersi con i nomi altisonanti indicati poco sopra, ma il progetto è troppo ambizioso per essere portato avanti da piccole realtà con successo.
Così, cogliendo qualche occasione propizia e facendo leva sulle nostre modeste ma solide competenze, abbiamo deciso di unire le forze con Seeweb.
Seeweb e ITServicenet
Seeweb è una realtà molto conosciuta nel settore: servizi di cloud computing, data center di ultima generazione, certificazioni ACN e, un occhio di riguardo per infrastrutture di IA locale, concretizzata nel loro progetto Regolo.
Questo bouquet di servizi può essere particolarmente adatto a servizi cloud per la Pubblica Amministrazione, ma non solo, anche grazie alla piena conformità alle normative GDPR.
ITServicenet ci mette del suo con l’esperienza su servizi di cloud computing e infrastruttura. Negli anni si è specializzata nell’implementazione di sistemi basati su cloud privato con tecnologie open source. Mette dunque a disposizione un livello di supporto tecnico certificato e con esperienza più che decennale, oltre alla possibilità di personalizzazione delle soluzioni.
La collaborazione
Dunque ci è sembrato di trovare in Seeweb il partner ideale per portare al pubblico i nostri servizi gestiti, in primis la piattaforma di smart collaboration che supportiamo a 360 gradi da molti anni, Nextcloud. La collaborazione nasce da un’esigenza comune e che ci è stata richiesta nel tempo a più riprese: una piattaforma in cloud su data center ACN gestito e con servizi a valore aggiunto a corredo:
- consulenza
- formazione
- supporto tecnico
- manutenzione
- aggiornamenti controllati
- help desk
- messa in sicurezza
- personalizzazioni
La nostra esperienza di questi anni ci ha fatto scoprire la poca disponibilità a realizzare progetti comuni da parte dei colleghi, oltre ad una notevole difficoltà nel trovare soggetti con competenze e capacità di portare fino in fondo i progetti, ma poi abbiamo incontrato Seeweb e una prospettiva si è aperta.
In questo modello, Seeweb si occupa dell’infrastruttura, forte della propria esperienza e della gestione dei dati in Italia, con software open source e supporto certificato, questi ultimi e tutto il resto dei servizi a valore aggiunto ce li mette ITServicenet.
Le soluzioni cloud, siano esse complete o ibride, sono ormai imprescindibili per molte realtà, consentono a chi non può permettersi di gestire un’infrastruttura di trovarla già manutenuta e correttamente funzionante, se poi i tecnici, i server e i software a cui ci si affida sono italiani o almeno europei il valore aggiunto si moltiplica.
Crediamo che una soluzione basata su una piattaforma cloud nazionale sia un grande plus per un’azienda e/o una pubblica amministrazione e lo sarà sempre di più con il trascorrere del tempo, in termini di vantaggio strategico, protezione del valore aziendale e indipendenza tecnologica.
Non abbiamo doti da inventori ma da integratori di sistemi e visto che ogni lungo viaggio parte da un primo seppur piccolo passo, questo, ambizioso, di ritorno all’indipendenza digitale del bel paese, abbiamo pensato di intraprenderlo, umilmente e con una prima e preziosa compagna di viaggio, grazie Seeweb per l’opportunità.












