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Open Source Software, perché pagare?

L’open source software si paga, ma perché? Open, gratis, aperto, free: un po’ di chiarimenti su cosa è il software open source e soprattutto su cosa si paga.

Indice

Introduzione

Open Source Management, le nostre tecnologie

Introduzione

Perché pagare qualcuno per un Software Open Source è una domanda nota e spesso con risposte vaghe, proviamo a fare chiarezza con un esempio.

Lavorando in un’azienda vi sarà capitato di chiedere ad un collega qualche dritta per creare un pdf, redarre un foglio di calcolo, oppure stampare documenti fronte retro a colori e fascicolarli.

Questo lo fate perché ritenete il collega più esperto di voi, è qualcuno che sa fare da sempre queste cose, e che vi fa risparmiare tempo ottenendo il risultato sperato.

Partendo da questa osservazione appare subito chiaro che il supporto, in questo caso su open source software:

-Vuol dire anche consulenza: come al punto precedente, se non ci arriviamo noi da soli, abbiamo la nostra rete di professionisti verso cui vi direzioneremo.

-Agisce da acceleratore nell’acquisizione di competenze: imparare tutto da soli si può, ma serve tanto tempo, qualche volta così tanto che ciò che stiamo studiando è già cambiato, si è trasformato, qualche volta addirittura è stato superato nel frattempo. Noi siamo qui per fare questo lavoro per voi.

-Si traduce in un risparmio di energie, che quindi saranno rivolte al proprio obiettivo di business. Nel lombardo veneto gli imprenditori ci chiamano “quelli del computer”, noi ci occupiamo dell’informatica, loro fanno un altro lavoro ed è giusto così.

-Offre amplificazione dell’evoluzione ed integrazione dei sistemi: mettere insieme i pezzi è bello, fino a quando si gioca, perdere un mattoncino lego o un pezzo di un puzzle ci fa arrabbiare, ma il danno non sarà troppo grande. Nel business non è troppo diverso, solo che le conseguenza possono essere molto peggiori, noi diamo supporto per evitare che ciò accada.

-Assicura sicurezza, sia a livello di normative che di attività mirate e puntuali: NIS2, GDPR, direttive varie si sprecano ma chi davvero mette in atto gli assestamenti di sicurezza imposti da queste analisi?

-Permette il trasferimento di esperienza e modalità operative corrette. In questo modo si contrasta il controproducente atteggiamento de: “la conoscenza è mia e solo mia.” A noi non è mai piaciuto avere l’esclusiva, anche perché è un’utopia pensare di mantenerla nel tempo nel mondo open source, meglio trasferire competenze di primo livello e tenerci pronti per assistere chi ha bisogno di scalare al secondo o al terzo.

-Favorisce la risoluzione di problemi: questo non ve lo spieghiamo a parole, siamo più bravi a farlo, almeno per 8 ore al giorno, da molti anni.

-Permette la progettazione di soluzioni personalizzate: progettare dà soddisfazione, ma farlo da soli un po’ meno, noi ci mettiamo a disposizione anche in questo caso.

Open Source Management, le nostre tecnologie

  • Pfsense, firewall software defined con profili di supporto enterprise
  • Ceph, storage software defined, siamo certificati e operiamo sul campo da 10 anni
  • Linux, dai tempi dell’università il sistema operativo da cui partiamo è sempre Debian, Ubuntu o Red Hat
  • Proxmox, dalla versione 2 è il nostro hypervisor di riferimento
  • Nextcloud, partner ufficiali da 6 anni, prima del fork usavamo e facevamo manutenzione su Owncloud
  • Kubernetes, certificati per orchestrare chi ha piattaforme multi-container
  • Docker, come sopra 
  • Podman, come sopra
  • molto altro ancora, siamo sempre alla ricerca di evoluzioni e partnership di fiducia su prodotti Open Source Enterprise, cioè supportati e adatti al business in produzione.

    Non ci piace parlare bene di noi stessi, ma ci piace che gli altri lo facciano se ritengono di essere soddisfatti, quindi potete lasciare una recensione che verrà pubblicata se lo desiderate, oppure usare il bottone qui sotto per chiederci qualcosa

Alessandro Bolgia

ITServicenet open source supportato

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